Il valore delle rivelazioni (pubbliche e private)



La rivelazione si è conclusa con la morte dell'ultimo apostolo, S. Giovanni, autore dell'Apocalisse. Con quest'ultimo libro Dio a completato la sua rivelazione ed è esplicitamente detto che nessuno può togliere o aggiungere alcun che a questa rivelazione. "Ciò che Dio fa è perfetto, non c'è nulla da aggiungere, nulla da togliere" recita il Qoelet. Come giudicare allora il fenomeno delle rivelazioni private e/o pubbliche? Una rivelazione privata è una rivelazione da parte di Dio (della Madonna o dei santi) a una o più persone scelte per comunicare loro dei messaggi. Le rivelazioni pubbliche invece si rivolgono alla chiesa intera. Per essere riconosciuta come autentica la rivelazione non può e non deve aggiungere nulla al messaggio della Rivelazione di Dio. Il cielo sceglie di comunicare con la terra per confermare la Rivelazione. Non per altro.

DUE ATTEGGIAMENTI SBAGLIATI
Ci sono due tipi di atteggiamenti da evitare: quello di chi vive solo per le apparizioni per cui va a ricercarle e basa su queste la propria fede, e quella di chi non vuole saperne niente perchè "a me basta il vangelo". Sono due atteggiamenti sbagliati e BLASFEMI. Sul primo cito S. Giovanni della croce che dice che se qualcuno volesse ricercare altro dopo aver ricevuto la Rivelazione da parte di Dio, offenderebbe Dio perchè bestemmierebbe la sua opera! Sul secondo potrei citare S. Paolo: "Non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono" e tanti e diversi Pontefici che si sono espressi su questo tema, dicendo di ascoltare quando il cielo vuole comunicare in un determinato periodo storico alla Chiesa. C'è purtroppo molta ignoranza su questo tema e quindi molti, con questi due atteggiamenti, tendono a bestemmiare l'opera di Dio senza rendersene pienamente conto.

L'AMORE TENDE A CONOSCERE
Il modo giusto di vivere queste rivelazioni è anzitutto di conoscerle, perciò informarsi, e poi valutare in accordo con la Chiesa esprimendo un giudizio sulle stesse. Nessuno è obbligato a credere neanche alle apparizioni riconosciute ma è anche vero che non credere a un messaggio del cielo, quando la Chiesa garantisce la sua autenticità, non è una cosa propriamente intelligente o umile. Se io amo Dio, voglio conoscere le sue parole, voglio conoscere cosa ha da dire a me oggi: nella sua Parola, ma nella sua Parola anche attualizzata dalle rivelazioni moderne, se occorre.
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Paolo VI docet!!!

Discernere nn è solo del consacrato ministro ma anche del semplice fedele in grazia di Dio......2. l'eccessiva prudenza, sia da parte dei ministri consacrati che dei battezzati laici...è sempre peccato.........e a volte..nemmeno tanto veniale.....dipende dalle circostanze, dalle aggravanti e dalla mancanza di motivi veri per non assecondare il credere a certe rivelazioni private anche se nn ancora canonizzate dal Magistero Ecclesiale.