A quanto pare sta per accadere... il giorno del Signore sta arrivando...
Aveva ragione, dunque, la saggezza dell’Antico Testamento, oltre che quella del Nuovo: nel libro di Giobbe (7, 1), infatti, il libro più teologicamente elaborato della Bibbia prima dei Vangeli, si dice: Militia est vita hominis super terram; concetto che i biblisti progressisti, dopo il Concilio, hanno variamente annacquato, traducendolo con espressioni come: Non ha forse un duro lavoro l’uomo sulla terra? (C.E.I., 1974), o L’uomo non compie forse un duro servizio sulla terra? (C.E.I., 2008), o addirittura: I giorni dell’uomo sulla terra sono un tormento (nella cosiddetta traduzione interconfessionale in lingua corrente), ove l’idea generica del tormento, che suggerisce un’attitudine passiva, oscura completamente l’idea della milizia, cioè della lotta attiva e pienamente consapevole da parte dell’uomo. Ma, si sa, l’importante è andar d’accordo a ogni costo coi protestanti e non disgustare luterani, calvinisti e anglicani, perché, per piacere a loro, c’è un solo mezzo, sopprimere tutto ciò che può richiamare l’idea di una partecipazione dell’uomo alla propria salvezza e una sua collaborazione al piano della divina Redenzione, cosa che urterebbe contro il loro dogma della salvezza sola fide. Del resto, anche nel Nuovo Testamento il concetto della milizia è espresso in numerose occasioni: san Paolo, nella Epistola ai Romani (13, 12), scrive: La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce; dove l’espressione “indossare le armi” allude esplicitamente al combattimento e quindi all’idea di una lotta incessante fra le tenebre e la luce, cui l’uomo non può sottrarsi. E nella Seconda lettera a Timoteo (4, 6-7), l’Apostolo delle genti scrive, ed è praticamente il suo testamento spirituale: Quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Dove il concetto è che vivere sino in fondo la vita cristiana è non solo militare in senso figurato, ma anche in senso materiale, vale a dire star pronti a subire le persecuzioni e ad affrontare la morte per mano dei nemici di Cristo, gli stessi che lo hanno messo in croce. Quale errore catastrofico, se pure è stato solo un errore, e non qualcosa di ancor peggiore, quello di aver decretato, a un bel momento, che i nemici non c’erano più, o che, se pure continuavano ad essercene, sarebbe stato sufficiente rivolgersi loro con mitezza e volontà di dialogo, e ogni cosa si sarebbe sistemata, la lotta sarebbe cessata e tutto sarebbe andato a finire nel migliore dei modi (...)
Scrive ancora san Paolo nella Prima epistola ai Tessalonicesi (5, 4-8): Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno possa sorprendervi come un ladro: voi tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte, né delle tenebre. Non dormiamo dunque come gli altri, ma restiamo svegli e siamo sobri. Quelli che dormono, infatti, dormono di notte; e quelli che si ubriacano, sono ubriachi di notte. Noi invece, che siamo del giorno, dobbiamo essere sobri, rivestiti con la corazza della fede e della carità e avendo come elmo la speranza della salvezza. A quanto pare, quel che Gesù aveva preannunciato, e che la Chiesa aveva fedelmente tramandato, ma solo fino a cinquant’anni fa, cioè fino al Concilio Vaticano II, sta per accadere: il giorno del Signore sta arrivando, come un ladro nella notte, e moltissimi cristiani si sono lasciati sorprendere nel sonno. Invece di vegliare, si sono addormentati; invece di tenere accese le lampade, le hanno lasciate spegnere. La battaglia decisiva è incominciata; il diavolo ha lanciato il suo assalto e loro si cullavano nel sogno che la guerra fosse finita e che fosse stato sottoscritto un armistizio. Ingenui o traditori, difficile dire quale delle due alternative: il fatto è che non ne esiste una terza. C’è la Parola viva di Gesù Cristo, e c’è, o ci dovrebbe essere, il puro buon senso dei cristiani: il diavolo non abbassa mai le armi, non rinuncia mai ai suoi disegni, né si rassegna mai alla sconfitta. Ora, come era da prevedersi – eppure ci sono state diverse rivelazioni mariane in proposito, da La Salette a Fatima, volte a mettere in guardia i fedeli – è arrivato da dove nessuno se lo aspettava: ha poggiato le scale sul lato incustodito della cittadella, quello che era ritenuto inaccessibile. In altre parole, è arrivato dall’interno e non dall’esterno della Chiesa. E ora, che succederà? Ora si vedrà di che pasta siano fatti i cosiddetti credenti. Da anni abbiamo visto pastori indegni e sacerdoti traditori venire a patti col mondo, con le forze oscure e col peccato; li abbiamo uditi minimizzare il Vangelo, metter fra parentesi tutto quel che può dar fastidio al mondo: li abbiamo visti tacere sull’aborto, sull’eutanasia, perfino sulle unioni contro natura; o peggio, li abbiamo uditi parlare di comprensione, accettazione, riconoscimento da parte della Chiesa. Ma Gesù che viene dirà loro: Io non vi conosco!
di Francesco Lamendola
Fonte:
www.accademianuovaitalia.it/…/7353-cosa-e-la-…