Se anche il Papa non riconosce i miracoli
Ci risiamo. L’interpretazione del santo Padre, secondo cui il sordomuto del Vangelo di Marco (Mc 7,31-37) non parlava “perché non si sentiva capito” e che l’acquisto dell’udito sia solo metaforico e psicologico è un errore teologico che mina il significato profondo del miracolo di Gesù. Tale visione è una distorsione della tradizione cristiana e della dottrina cattolica, che afferma chiaramente che i miracoli operati da Gesù, compreso quello del sordomuto, sono segni concreti della sua divinità e della sua missione salvifica, e non semplici allegorie psicologiche. Se anche il Papa interpreta il miracolo in senso puramente metaforico, secondo la logica dei razionalisti, allora è un segno gravemente inquietante: si spegne la trascendenza, si svuota la fede del suo contenuto soprannaturale e si riduce la speranza cristiana a una semplice aspettativa umana, fragile e deludente, come se il divino non potesse più irrompere nella storia, e Dio fosse ormai solo un simbolo, non una Presenza viva e reale. Che lo Spirito Santo, luce dell’intelletto e custode della verità, illumini ogni cuore e ogni mente nella Chiesa, e, se necessario, intervenga quanto prima per porre rimedio dove c’è bisogno di chiarezza, fermezza e rinnovata fedeltà.
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