Maria NOSTRA REGINA! Una riflessione mariana accorata
Potrebbe sorgere, in effetti, una domanda in molti spiriti a cui, dare una risposta soddisfacente, non mi sembra cosa di poca importanza.
La Vergine Maria è davvero Regina? E di conseguenza esercita in modo proprio la regalità? Non vi è alcun dubbio amici che la Madonna sia veramente e propriamente Regina. E’ quanto insegna la Chiesa da sempre. Uno dei più bei documenti Mariani mai scritti è, a mio avviso, l'Enciclica Ad Coeli Reginam del venerabile Pio XII in cui il Pontefice insegna con chiarezza inequivocabile:
“È certo che in senso pieno, proprio e assoluto, soltanto Gesù Cristo, Dio e uomo, è re; tuttavia, anche Maria, sia come madre di Cristo Dio, sia come socia nell'opera del divin Redentore, e nella lotta con i nemici e nel trionfo ottenuto su tutti, ne partecipa la dignità regale, sia pure in maniera limitata e analogica. Infatti da questa unione con Cristo re deriva a lei tale splendida sublimità, da superare l'eccellenza di tutte le cose create: da questa stessa unione con Cristo nasce quella regale potenza, per cui ella può dispensare i tesori del regno del divin redentore; infine dalla stessa unione con Cristo ha origine l'inesauribile efficacia della sua materna intercessione presso il Figlio e presso il Padre” (…).
“Il popolo cristiano ha sempre creduto a ragione, anche nei secoli passati, che colei, dalla quale nacque il Figlio dell'Altissimo, che “regnerà eternamente nella casa di Giacobbe” (Lc 1, 32), (sarà) “Principe della pace” (Is 9, 6), “Re dei re e Signore dei signori” (Ap 19, 16), al di sopra di tutte le altre creature di Dio ricevette singolarissimi privilegi di grazia. Considerando poi gli intimi legami che uniscono la madre al figlio, attribuì facilmente alla Madre di Dio una regale preminenza su tutte le cose” (1).
Tengo a sottolineare questa sicura e solida voce del Magistero perché purtroppo gli ultimi 50 anni di storia sono stati segnati, tra le tante rovine, anche da quello che si definisce “minimalismo mariologico”: la Madonna cioè ridotta ad una donnetta feriale, una come noi (si pensi solo in proposito alle affermazioni insulse scritte dal vescovo Tonino Bello portato sul palmo della mano pressoché da tutti i formatori dei seminari italiani), erede come noi di tutte le passioni e miserie da cui è reso schiavo il genere umano. Peggio di Lutero che almeno ammetteva che la Vergine Maria fosse modello di fede per i credenti ma niente di più. "Sorella" e non "Madre".. Oggi, nell'attuale contesto della mariologia, neppure più questo!
La dottrina e la pietà mariane ridotte ad un “ectoplasma”, secondo l’efficace espressione di R. Laurentin.
Dopo il Concilio è cominciata quella che è stata definita “epoca glaciale mariana” che ha visto uno sforzo titanico da parte del “nuovo corso della Mariologia” di rimuovere e far sparire come "relitto da museo" tutto quanto di bello, vero ed onorevole la Tradizione di due millenni della Chiesa aveva saputo attribuire alla Eccelsa Madre di Dio.
Si pensi che lo stesso Paolo VI una volta fu costretto a lamentarsi in proposito e, parlando con manifesta apprensione e amarezza dei “tanti sconvolgimenti spirituali” in atto nel post-Concilio, presentava con accenti di dolore lo “sconvolgimento” della devozione alla Madonna:
“Perché, oggi, che cosa è avvenuto? È avvenuto, fra i tanti sconvolgimenti spirituali, anche questo: che la devozione alla Madonna non trova sempre i nostri animi così disposti, così inclini, così contenti alla sua intima e cordiale professione com’era un tempo. Siamo noi così devoti a Maria come lo era fino a ieri il clero e il buon popolo cristiano? Ovvero siamo oggi più tiepidi, più indifferenti? Una mentalità profana, uno spirito critico hanno forse reso meno spontanea, meno convinta la nostra pietà verso la Madonna” (2).
Insomma, amici e fratelli, capite bene che in questo contesto non poteva salvarsi neppure la regalità di Maria. Lei Regina?! No!, si stracciano le vesti i “nuovi maestri” di oggi a sentirti dire una cosa del genere. Ma se è una di noi, una come noi, ma quale regina e regalità, ma quale dignità regale e regale potenza!!? Oggi ti dicono: “abbiamo scoperto che la mariologia del passato fatta di lodi e privilegi tributati a Maria non va più bene, no”. Oggi, invece, si deve parlare e proporre la “mariologia in cammino”, non la Mariologia di sempre… Capite? Cosa poi vogliano dire con questa categoria senza senso, forse, non lo sanno neppure loro... mariologia in cammino... boh!?
Basta così non procedo oltre. Concentriamoci piuttosto su quanto la nostra Fede ci insegna circa questo privilegio di Maria, la sua regalità materna.
La teologia cattolica insegna che Lei, la Vergine SS., è Regina in senso proprio sebbene in modo limitato ed analogico, derivato e sussidiario.
Quali sono le ragioni teologiche di questa regalità materna di Maria SS.?
Maria non è persona divina ma Madre di Dio fatto uomo e, di conseguenza, appartiene all’ordine dell’unione ipostatica e partecipa alla dignità del Figlio perché la Persona del Filgio (vero Dio) è il termine stesso della sua maternità divina. Partecipa dunque, Ella, “connaturalmente”, in quanto Madre di Dio, alla regalità universale del Figlio.
Maria inoltre, la “piena di dolori”, fu da Dio associata alle sorti e all’opera del Figlio Salvatore. Per questa strettissima relazione tra Madre e Figlio nell’opera della salvezza del genere umano, per l’associazione anche alla vittoria sul peccato e sul demonio, quale frutto della redenzione, per diritto di conquista e di dominio fu da Lei acquistata la regalità universale in senso proprio.
Di conseguenza Ella partecipa al’attività di Cristo Re mediante:
- la distribuzione di tutte le grazia salvifiche;
- l'illuminazione spirituale con quello che è il fenomeno delle apparizioni, dei santuari dove si presenta, fondamentalmente, quale Regina di misericordia.
I teologi sono d'accordo in questo: seppur nell'esercizio della regalità giustizia e misericordia stanno insieme (il Re esercita sempre il suo potere coniugando l’esercizio dell’una e dell’altra, largendo premi e dando pene e castighi) a Dio è piaciuto che la Regina del Cielo e della Terra esercitasse di più l'aspetto della misericordia affinché la misericordia "abbia sempre la meglio nel giudizio" (cf Gc 2, 13).
“Adeamus, ergo, ad thronum gratiae” (Eb 4, 16), alla nostra Regina di misericordia che è, come amava dire il grande san Bernardo festeggiato appena due giorni fa, “tutta la ragione della mia speranza!”
Per concludere…
Se Lei è Regina lo è, come Cristo, non solo “dei cuori” ma anche “dell'umana società”. Pio XII, nella Enciclica succitata, ricorda che “i fedeli contemplano in pia meditazione già da molti secoli, il regno di Maria, che abbraccia il cielo e la terra”[3].
Se questo regno si estende per tutto l'universo ingloba anche la vita dei popoli, la società civile che deve appartenere e umilmente sottomettersi e obbedire alla sua Sovrana.
Questo avverrà quando il regno di Maria sarà stabilito sulla terra.
La Vergine Santa, quindi, partecipando realmente e in senso proprio della Regalità di Cristo, eserciterà il suo ufficio di Regina insieme al Figlio durante il periodo del Trionfo. Certo, risplenderà in modo eminente il suo potere e il suo ufficio di Mediatrice universale della grazia ma la sua Regalità avrà anche conseguenze sociali, culturali, politiche.
Si tratta di una conseguenza della sua Regalità, partecipando Ella alla Regalità di Cristo che è su “ogni tribù, lingua popolo e nazione” (Ap 5, 9), su cui domina “con scettro di ferro” (Sal 2, 9) avendo ricevuto dal Padre “in possesso le genti” (Sal 2, 8).
A motivo dell’unione con Cristo e della condivisione del suo ufficio regale, anche Ella domina su ogni lingua popolo e nazione con lo stesso “scettro di ferro” con cui il Figlio detiene il potere regale sulle nazioni. Quello “scettro di ferro” è la sua Misericordia materna, lo scettro regale che la rende Regina dei cuori, Regina della grazia, a cui gli uomini obbediranno, spinti da amore filiale e profonda gratitudine:
“L’èra futura sarà non solo genericamente cristiana ma anche specificamente mariana, realizzando socialmente il celebre motto ad Jesum per Mariam. Molti santi, profeti, apostoli e dottori della Chiesa sostengono che la storia non si concluderà prima di culminare in un’epoca in cui il Redentore regnerà in modo eminente mediante la Madonna, allo scopo di manifestare la grandezza e la potenza di quella Immacolata destinata dalla Provvidenza a regnare come Regina e a ‘vincere tutte le eresie del mondo intero’, come celebra la nota antifona mariana dell’VIII secolo. Questo Regno di Cristo in Maria viene spesso chiamato, per sineddoche, Regno di Maria. Esso sarà un Regno non solo spirituale e individuale ma anche materiale e sociale; la Madonna cioè governerà, da vera Regina, non solo le anime ma anche le società e i popoli” (4).
Note:
1) Pio XII, Ad Coeli Reginam, Lettera Enciclica, 11 Ottobre 1954.
2) PaoloVI, Omelia, in Acta Apostolicae Sedis 62 (1970) 295-301.
3) Pio XII, Ad Coeli Reginam.
4) G. Vignelli, Fine del mondo? O avvento del Regno di Maria?, Fede & Cultura, Verona 2013, p. 111. Sulle basi storico-teologiche della Regalità di Maria vedere anche B. Gherardini, Sta la Regina alla tua destra, Vivere In, Roma 2002.
________________
IMPORTANTE PER LA PROPRIA FORMAZIONE CRISTIANA
(1) FORMAZIONE COMPLETA DI SANA DOTTRINA CATTOLICA: CREDO, 10 COMANDAMENTI, SACRAMENTI, PREGHIERA, VIZI E VIRTÙ
Catechesi per gli adulti
p. s. Garantisco la rettitudine dell'insegnamento dottrinale offerto nelle catechesi dei padri impegnati in queste esposizioni. Le catechesi di Padre Donato (il sacerdote che cura il Credo, i 10 Comandamenti, i Sacramenti e i Precetti della Chiesa) sono vivamente consigliate
(2) FRASARIO IN SEI PARTI (CON CENTINAIA DI AFORISMI)
Florilegio – aforismi vari, una raccolta per resistere nella fede
Raccolta di perle di sapienza e ricca soprattutto di aforismi tratti dagli insegnamenti immortali dei Santi. Questa raccolta risponde allo scopo di offrire un "vademecum di vera razionalità e spiritualità", fatto di schegge di luce che toccano un po' tutti i temi più importanti.
* * *
PS: invito tutti ad iscriversi al canale telegram di Tempi di Maria nato per poter continuare a condurre con maggior libertà la buona battaglia della diffusione della verità, anche riguardo a quei temi oggi più osteggiati e censurati: Tempi di Maria