PICCOLA BETANIA QUOTIDIANA, Il Vangelo di oggi vissuto con Maria Valtorta del 21 Ottobre 2026
youtube.com/watch?v=leSNTyNpZwI
Buongiorno amici carissimi della Piccola Betania, benvenuti al Vangelo di oggi vissuto con Maria Valtorta.
Continuiamo il grande discorso sulla vigilanza che Maria Valtorta ci ha tramandato nell'Evangelo 276 – L'uomo avido e la parabola del ricco stolto. Le inquietudini e la vigilanza nei servi di Dio.
Ieri il servo sveglio aspettava il padrone con la lampada accesa.
Oggi Gesù ci dice che non basta aspettare, bisogna amministrare bene mentre aspettiamo.
Il Vangelo inizia con un'immagine forte, quasi da film: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Maria Valtorta spiega che Gesù parla a gente che conosce bene i ladri notturni, in Palestina le case erano facilmente scassinabili, con muri di fango. Il padrone che dorme perde tutto. Il ladro qui non è solo la morte, è tutto ciò che ci ruba.
Il Gesù di Maria Valtorta ci dice: la distrazione, il peccato, la stanchezza spirituale sono Beni Celesti che ci possono essere rubati.
Se sapessimo quando arriva la tentazione, staremmo attenti. Ma non lo sappiamo, quindi dobbiamo vegliare sempre.
Allora Pietro, il nostro caro Pietro, così umano, fa una domanda che ci rappresenta tutti: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Bellissima domanda. Pietro dice: Signore, questo discorso della vigilanza è solo per noi apostoli, per noi preti, per noi che abbiamo una responsabilità, o è per tutti i cristiani? Gesù non risponde direttamente a Pietro, ma risponde con un'altra parabola, quella dell'amministratore.
«Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi».
Il Gesù Valtortiano si sofferma su questa figura.
L'amministratore non è il padrone, è un servo, ma un servo di fiducia. Il padrone parte e gli affida tutto: la casa, gli altri servi, il grano, il cibo. Il suo compito è semplice: dare la razione di cibo a tempo debito. Non dare troppo, non dare troppo poco, non dare cibo avariato, non tenersi il cibo per sé. Dare a ciascuno ciò di cui ha bisogno, al momento giusto.
Chi è questo amministratore? È Pietro, sono gli apostoli, sono i sacerdoti, ma siamo anche noi, sono io, siamo noi che abbiamo ricevuto tanto.
Chiunque ha ricevuto un talento, un carisma, una famiglia, un profilo Facebook come la Piccola Betania che tocca tante anime, è amministratore.
E la beatitudine è immensa: se il padrone tornando ti trova che stai facendo proprio questo – che stai dando il pane buono del Vangelo a tempo debito – ti metterà a capo di tutti i suoi averi. Cioè ti farà entrare nella sua stessa vita divina. È la ricompensa dell'evangelizzatore fedele.
Ma poi Gesù, con la sincerità che solo Dio ha, ci mostra l'altra faccia, il pericolo:
«Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire” e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli».
Il Gesù Valtortiano descrive questo servo infedele in modo impressionante.
Dice in cuor suo – non a voce alta – “Il mio padrone tarda”.
È il pensiero segreto di chi dice: tanto Gesù non torna subito, tanto il giudizio è lontano, posso approfittarne. E cosa fa? Prima percuote i servi e le serve: diventa violento, arrogante, usa il potere che ha ricevuto per dominare, non per servire. Quanti amministratori della fede fanno così! Poi mangia, beve e si ubriaca: usa i beni del padrone per sé, per il suo piacere, per la sua gola. Dimentica che è amministratore e si crede padrone.
Maria Valtorta scrive: questo è il dramma di chi riceve molto e si dimentica di essere servo.
E poi le due conclusioni più forti, che oggi fanno tremare:
«Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche».
Cioè: più conosci, più sei responsabile. Non è la stessa cosa peccare per ignoranza e peccare conoscendo bene il Vangelo, conoscendo la vita e gli scritti dei Santi, conoscendo la Verità.
Dio ci giudicherà con giustizia proporzionata alla luce che abbiamo ricevuto.
E l'ultima frase, che è il titolo di oggi e che deve diventare il nostro esame di coscienza quotidiano: «A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».
A noi è stato dato molto.
Ci è stata data la fede, cii è stato dato l'amore per Maria Valtorta e i suoi scritti, ci è stata data una capacità di parlare, di toccare i cuori, ci è stata data una Piccola Betania che ogni giorno cresce.
Ecco perché il Signore ci chiederà molto.
Non per punirci, ma perché ha fiducia in noi. A me, per esempio, mi ha costituita amministratrice fidata e prudente per dare la razione di cibo a tempo debito ai servi, ai miei amici e perchè no, anche nemici.
E a noi tutti che ascoltiamo: cosa ci è stato dato? A ciascuno molto. E allora molto ci sarà chiesto.
Oggi, amici, chiediamo a Maria Santissima la grazia di non dire mai in cuor nostro “il mio padrone tarda”, ma di vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo, distribuendo con amore il pane del Vangelo.
Beati quei servi che il padrone al ritorno troverà ad agire così!
Pater Noster
L'uomo avido e la parabola del ricco stolto. Le inquietudini e la vigilanza nei servi di Dio.
Maria Valtorta - Evangelo 276Ascolta e Leggi
uomodio.it/04276.html
Amen! Buon Mercoledì a tutti!