…SUL SACERDOTE…IL VALORE DEL SEMINARIO…
…La nostra societа figlia della stessa Rivoluzione Francese, con la complicitа del nuovo “aggiornamento” della Chiesa, in modo più subdolo e più efficace ottiene gli stessi risultati: eliminazione del sacerdote (in particolare mi riferisco alle migliaia di sacerdoti che hanno abbandonato il loro sacerdozio), o secolarizzazione dello stesso, sia nell’abito che nel modo di pensare e agire, avendo sulla bocca in particolare parole come “solidarietа”, “pace” “fratellanza” “aiuto dei poveri”, “fame nel mondo”, “il problema dell’inquinamento”, …e come molti sanno, il disprezzo dei predecessori e del passato della Chiesa non manca. Tutto questo è avvenuto soprattutto dopo il Concilio Vaticano II……CHI E’ IL SACERDOTE?…San Tommaso d’Aquino c’insegna che la dignitа dell’Ordine Sacro supera quella degli stessi Angeli. Di tutto questo il Curato d’Ars era ben consapevole. Fin dall’istante della sua ordinazione considerò se stesso come un calice, destinato unicamente ad un ministero divino… e non di assistenza sociale, o comunque “umano”, come potevano essere i preti giurati della rivoluzione francese da cui, fin da giovane con la sua famiglia, prese le distanze abbandonando la propria parrocchia per seguire un prete “refrattario”(5) che segnò profondamente la sua vita…
…San Giovanni Vianney conosceva e viveva la grandezza del suo sacerdozio e sapeva bene che senza un vero sacerdote la societа crollerebbe. Questo i nemici della Chiesa non lo ignorano. «Lasciate – dice il Santo – una parrocchia per vent’anni senza prete e la gente finirа per adorare le bestie. Quando si vuole nuocere alla religione, si comincia attaccando il prete, perchè laddove non c’è più il prete, non c’è più sacrificio eucaristico e laddove non c’è più sacrificio, non c’è più religione» (6). Che cosa bisogna dire oggi, quando lo stesso sacrificio della Messa è stato ridotto ad una cena?…
…«Ho visto Dio in un uomo» afferma un pellegrino vedendo il parroco di Ars dire ad un cappellano: «come vorrei perdermi e non trovarmi che in Dio». La prima caratteristica del sacerdote è quella di cercare continuamente questa unione con Dio e il Sommo Sacerdote Gesù Cristo, in modo che si possa dire con san Paolo: «Non sono più io che vivo ma è il Cristo che vive in me”»…
…il sacerdozio ha un fine primario che è quello di offrire il sacrificio, e un fine secondario che è l’evangelizzazione. Abbiamo numerosi esempi che mostrano sino a qual punto l’evangelizzazione prenda il sopravvento sul sacrificio e sui sacramenti. E’ fine a se stessa. Tale grave errore ha conseguenze tragiche: l’evangelizzazione, divelta dal suo scopo, risulterа disorientata, cercherа dei motivi che piacciono al mondo, quali la falsa giustizia sociale, la falsa libertа che si bardano di nomi nuovi: sviluppo, progresso, costruzione del mondo, miglioramento delle condizioni di vita, pacifismo»(29).
In questo modo il sacerdote facilmente perde di vista l’importanza dell’unione a Dio, della dimensione soprannaturale e della preghiera manifestata anche dal fatto che il breviario è ridotto ad un quarto di quello precedente la riforma. La salvezza delle anime si trasforma facilmente in un servizio sociale. In questa nuova visione, certo, imitare il santo Curato d’Ars diventa molto complicato se non impossibile a meno che si cambi la formazione nei seminari o si diventi dei “preti refrattari” come al tempo del nostro Santo per cercare di seguire la strada e la missione perenne della Chiesa e del suo Sacerdozio. E’ ciò che ha fatto mons. Lefebvre, il “Vescovo refrattario”, per trasmettere e salvare il sacerdozio cattolico. A lui penso sia doveroso dare un ringraziamento particolare in questo “anno sacerdotale”. Solo così ci può essere speranza di guarire il sacerdozio e la societа dalla peste della secolarizzazione e formare sulla terra il vero regno di Dio. Allora i sacerdoti facilmente sapranno chi sono, che cosa devono fare e magari saranno anche più numerosi dei dentisti, psicologi e commercialisti…
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…SUI SEMINARI DELLA FRATERNITA’ SACERDOTALE SAN PIO X…
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