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Di fronte alla morte spesso si rimane muti! Il dolore sovrasta più che della realtà di quel evento!
La morte può portare nella disperazione!
È inevitabile eppure sorprende! Perché?
*Proviamo ad estirpare la paura con la consapevolezza, ed avere la certezza con la Fede.*
Citiamo alcune mirabili testimonianze concrete e solide...c'è naturalmente una costellazione di esempi ma prendiamone solo qualcuno...
Qui leggiamo l'incontro con la morte di San Giovanni della Croce...e alcuni estratti delle Lettere di S. Paolo.
in verità queste parole e questi fatti devono scuotere, devono provocare una reazione non possono cadere nel vuoto!
*Ma leggiamo...*
Dopo la “lettura”, Giovanni terminò il suo cammino terreno, pregando con le parole: “Nelle Tue Mani, Signore, affido il mio spirito”; cioè nelle Mani di Dio Amore, per il quale era vissuto, aveva lavorato e sofferto, per quel Dio che lui aveva amato, predicato e cantato.
Alcuni anni prima, Giovanni della Croce aveva scritto la poesia “ *Rompi la tela ormai al dolce incontro* ”.
Ecco che cosa era la morte per lui: un “ *dolce incontro*” con Dio Amore.
Egli aveva 49 anni, tutti spesi per amore di Dio».
*Ci sembra difficile comprendere come si possa trovare gioia nelle avversità della vita* , avversità che San Giovanni della Croce conobbe, comprese le ingiuste prigioni, durate molti mesi.
Eppure bisogna comprendere che *chi ascende alle vette della mistica come lui* , come Teresa d’Avila, così e come un’altra grande Carmelitana, Santa Teresa del Bambin Gesù e del Santo Volto, *vive su un piano diverso rispetto al vivere comune, un piano in cui le prospettive, a volte, sono opposte rispetto a quelle del Mondo.*
Il Salesiano Mario Scudu dice di lui: «Nell’immaginario collettivo, *la grandezza di un uomo viene misurata e ammirata non solo per come ha saputo vivere la propria avventura umana,* ma anche per *il modo in cui ha affrontato le ore del supremo transito dagli affanni della vita mortale, recandosi “all’altra riva”, quella di Dio.*
Il momento della *propria morte è quello delle scelte definitive, cioè della “crisi” finale, che fa paura a tutti.*
*Giovanni della Croce, sul letto di morte, ai suoi confratelli che gli leggevano le Preghiere dei Moribondi, chiese qualcosa di più “allegro”* : domandò espressamente qualche versetto del Cantico dei Cantici, *un bellissimo e travolgente Poema d’Amore dell’Antico Testamento* (che lui ben conosceva).
*Non andava forse incontro all’Amore?*
Per cui occorreva qualcosa di più appropriato.
Proviamo a leggere questi passaggi sono di una Potenza Soprannaturale...
*S.Paolo al tramonto della sua vita* estratto dalla IIª lettera a Timoteo
[6] *Quanto a me* , il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele. [7] *Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la Fede* . [8 ] Ora *mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà* in quel giorno; e non solo a me, *ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione.*
Qui l'intera lettera a Timoteo consiglio alto di leggerla con tranquillità tutta.
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La Sacra Bibbia - Seconda lettera a Timoteo - www.maranatha.it
Poi
*Sempre S. Paolo dice nella*
1ª Lettera ai Corinzi..
54 *Quando poi questo corpo corruttibile si sarà vestito d'incorruttibilità* e questo corpo mortale d'immortalità, *si compirà la parola della Scrittura:*
La morte è stata ingoiata per la *vittoria* .
55 *Dov'è, o morte, la tua vittoria?*
*Dov'è, o morte, il tuo pungiglione?*
56 *Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge.*
57 Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!
58 Perciò, fratelli miei carissimi, *rimanete saldi e irremovibili,* prodigandovi sempre nell'opera del Signore, *sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore.*

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