PAPA BENDETTO XVI: "L'EPIFANIA ERA PER I MAGI, PIU' IMPORTANTE DELLA DERISIONE DEL MONDO, APPARENTEMENTE INTELLIGENTE"
Alla luce anche della situazione attuale nella quale viviamo, sarà persino triste ascoltare per l'ennesima volta, nelle omelie di tanti ministri di Dio, anzichè di parlare della testimonianza dei Magi, sentiremo parlare di COVID, pandemia, restrizioni, vaccini ecologia, immigrati e altri protagonisti moderni, dimenticandoci di Gesù, la stella, i Magi...
Pertanto
L'EPIFANIA del SIGNORE
la vera e autentica manifestazione di Dio fatto uomo all'umanità intera, non deve farci dimenticare che durante questa festa, ricordiamo le figure dei Tre Re Magi, che si incamminarono da Oriente, guidati dalla stella, per poi giungere alla grotta di Betlemme, dove trovarono in fasce, giacente in una mangiatoia, il Figlio di Dio, che avrebbe salvato il mondo!
Proprio sull'esempio dei Re Magi, intendiamo incamminarci nella strada che ci conduce a Gesù, aiutati e incoraggiati attraverso una parte delle stupendi parole pronunciate da Papa Benedetto XVI durante la sua ultima omelia epifanica, il 6 gennaio 2013:
"Cari fratelli e sorelle!
Per la Chiesa credente ed orante, i Magi d’Oriente che, sotto la guida della stella, hanno trovato la via verso il presepe di Betlemme sono solo l’inizio di una grande processione che pervade la storia.
[…]
Come i pastori che, quali primi ospiti presso il Bimbo neonato giacente nella mangiatoia, personificano i poveri d’Israele e, in genere, le anime umili che interiormente vivono molto vicino a Gesù, così gli uomini provenienti dall’Oriente personificano il mondo dei popoli, la Chiesa dei gentili – gli uomini che attraverso tutti i secoli si incamminano verso il Bambino di Betlemme, onorano in Lui il Figlio di Dio e si prostrano davanti a Lui.
La Chiesa chiama questa festa “Epifania” – l’apparizione, la comparsa del Divino.
Se guardiamo il fatto che, fin da quell’inizio, uomini di ogni provenienza, di tutti i Continenti, di tutte le diverse culture e tutti i diversi modi di pensiero e di vita sono stati e sono in cammino verso Cristo, possiamo dire veramente che questo pellegrinaggio e questo incontro con Dio nella figura del Bambino è un’Epifania della bontà di Dio e del suo amore per gli uomini (cfr Tt 3,4).
[…]
Gli uomini che allora partirono verso l’ignoto erano, in ogni caso, uomini dal cuore inquieto. Uomini spinti dalla ricerca inquieta di Dio e della salvezza del mondo. Uomini in attesa, che non si accontentavano del loro reddito assicurato e della loro posizione sociale forse considerevole. Erano alla ricerca della realtà più grande. Erano forse uomini dotti che avevano una grande conoscenza degli astri e probabilmente disponevano anche di una formazione filosofica. Ma non volevano soltanto sapere tante cose. Volevano sapere soprattutto la cosa essenziale. Volevano sapere come si possa riuscire ad essere persona umana. E per questo volevano sapere se Dio esista, dove e come Egli sia. Se Egli si curi di noi e come noi possiamo incontrarlo. Volevano non soltanto sapere. Volevano riconoscere la verità su di noi, e su Dio e il mondo. Il loro pellegrinaggio esteriore era espressione del loro essere interiormente in cammino, dell’interiore pellegrinaggio del loro cuore. Erano uomini che cercavano Dio e, in definitiva, erano in cammino verso di Lui. Erano ricercatori di Dio.
[…]
Questi erano anche e soprattutto uomini che avevano coraggio, il coraggio e l’umiltà della fede. Ci voleva del coraggio per accogliere il segno della stella come un ordine di partire, per uscire – verso l’ignoto, l’incerto, su vie sulle quali c’erano molteplici pericoli in agguato. Possiamo immaginare che la decisione di questi uomini abbia suscitato derisione: la beffa dei realisti che potevano soltanto deridere le fantasticherie di questi uomini. Chi partiva su promesse così incerte, rischiando tutto, poteva apparire soltanto ridicolo. Ma per questi uomini toccati interiormente da Dio, la via secondo le indicazioni divine era più importante dell’opinione della gente. La ricerca della verità era per loro più importante della derisione del mondo, apparentemente intelligente.
[…]
I Magi hanno seguito la stella, e così sono giunti fino a Gesù, alla grande Luce che illumina ogni uomo che viene in questo mondo (cfr Gv 1,9). Come pellegrini della fede, i Magi sono diventati essi stessi stelle che brillano nel cielo della storia e ci indicano la strada. I santi sono le vere costellazioni di Dio, che illuminano le notti di questo mondo e ci guidano. San Paolo, nella Lettera ai Filippesi, ha detto ai suoi fedeli che devono risplendere come astri nel mondo (cfr 2,15).
[…]
Preghiamo Maria che ha mostrato ai Magi il nuovo Re del mondo ( Mt 2,11), affinché ella, quale Madre amorevole, mostri Gesù Cristo anche a voi (noi) e vi (ci) aiuti ad essere indicatori della strada che porta a Lui. Amen".
SANTA EPIFANIA di CUORE A TUTTI!