Sacra Famiglia, 11 gennaio-Per distruggere la società cristiana dobbiamo distruggere la donna cristiana perché se distruggiamo la donna cristiana
distruggiamo la famiglia cristiana e se distruggiamo la famiglia cristiana la società cristiana sarà distrutta-.Queste parole ricordo di averle lette, anni fa, in un lettera che un massone scriveva ad un altro massone nel XIX secolo.
Purtroppo non son riuscito a ritrovare la citazione esatta ma son sicuro del senso. Abbiamo visto, in effetti, che la donna cristiana, e non solo, è stata distrutta dal femminismo.
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E' vero che l'uomo è il capo della famiglia ma è anche vero che la donna è il suo fondamento; ora, se il fondamento è distrutto la famiglia non può tenere.
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Non c'è bisogno di fare una descrizione delle famiglie oggi, tutti possono constatarne lo sfacelo. Ci sono poi mille altri fattori da aggiungere come tutte le leggi e pratiche contro la natura della famiglia. Il divorzio, l'aborto, la teoria gender, i vari movimenti LGBTTQQIAAP, il lavoro, la scuola, l'edonismo imperante, ecc.
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Risultato : la famiglia cristiana, e non solo, e di conseguenza, la società cristiana, e non solo, si sta disgregando.
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«Nulla di più nauseante di una donna, massimamente se è sposa, leggera, frivola, ed altezzosa.
La sposa cristiana deve essere una donna di soda pietà verso Dio, angelo di pace in famiglia, dignitosa e piacevole verso il prossimo».
Padre Pio
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Leone XIII, vedendo i pericoli che incombevano sulla famiglia istituì la festa della Sacra famiglia la terza domenica dopo l'Epifania nel 1895, che Pio XI spostò nella domenica nell'ottava dell'Epifania nel 1921, per darla come modello delle famiglie cristiane.
Ecco il breve, Neminem Fugit, del 14 giugno 1892 di Leone XIII in cui parla di questo.
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"A nessuno sfugge che la felicità privata e pubblica dipende in modo particolarissimo dall'istituzione familiare. Quanto più profonde radici, infatti, avrà messo la virtù in casa, con quanta più cura saranno stati formati gli animi dei figli dalle parole e dall'esempio dei genitori all'osservazione dei precetti religiosi, tanto più ricchi saranno i frutti nella comunità. Perciò interessa sommamente che la società familiare non solo sia costituita santamente, ma anche sia retta da leggi sante, e sia in essa promosso diligentemente e costantemente lo spirito di pietà e il modo di vivere cristiano.
È per questo certamente che Dio misericordioso, avendo decretato di compiere l’opera della riparazione umana aspettata a lungo da secoli, dispose il modo e l’ordinamento della stessa opera in maniera che gli stessi suoi primi inizi mostrassero al mondo l’augusto ideale della famiglia divinamente costituita, in cui tutti gli uomini vedessero un assolutissimo esemplare della società domestica e di ogni virtù e santità. Tale fu davvero quella Famiglia Nazaretana, nella quale era nascosto il Sole di giustizia prima che risplendesse in piena luce a tutte le genti: e cioè Cristo Dio Salvatore Nostro con la Vergine Madre e Giuseppe Sposo santissimo, che svolgeva il compito di padre verso Gesù. Nessun dubbio che fra tutte quelle lodi, che nella società e vita familiare provengono dalle mutue attenzioni della carità, dalla santità dei costumi, dall'esercizio della pietà, la più eccellente d’ogni altra sia rifulsa in quella Sacra Famiglia, che doveva essere di esempio in tutto questo alle altre. E perciò per benigna disposizione della Provvidenza è così costituita, che i singoli cristiani, di qualunque condizione e luogo, se le prestano attenzione, possono facilmente trovare sprone ed invito alla pratica di qualunque virtù.
I padri di famiglia, infatti, hanno in Giuseppe una chiarissima norma della vigilanza e della provvidenza paterna; le madri hanno nella Santissima Vergine Madre di Dio un esempio insigne dell’amore, verecondia, sottomissione d’animo e perfetta fede; i figli poi hanno in Gesù, che «era sottomesso a loro», un divino esemplare di obbedienza da ammirare, venerare, imitare. Chi è nato nobile, imparerà dalla Famiglia di sangue regale come dominarsi nella buona fortuna e conservare la dignità nella cattiva; i ricchi impareranno da essa quanto si debbano posporre le ricchezze alle virtù. Gli operai poi, e tutti quelli che specialmente ai nostri tempi si irritano tanto aspramente per le strettezze di famiglia e per l’umile condizione, se guarderanno i santissimi conviventi di quella società familiare, avranno motivo di compiacersi, più che di dolersi, della condizione toccata loro. Hanno, infatti, in comune con la Sacra Famiglia le fatiche, in comune le preoccupazioni della vita quotidiana; anche Giuseppe dovette provvedere col suo salario alle necessità della vita; che anzi le stesse mani divine attesero al lavoro del carpentiere. Non è quindi affatto da stupirci se uomini sapientissimi, ricolmi di ricchezze, abbiano voluto disfarsene e scegliersi la povertà in compagnia di Gesù, Maria e Giuseppe. Per tutto questo a buon diritto tra i cattolici il culto della Sacra Famiglia ben presto introdotto riceve sempre maggior incremento...
E veramente non si può pensare nulla di più salutare o efficace per le famiglie cristiane dell’esempio della Sacra Famiglia, che racchiude la perfezione e il compimento di tutte le virtù familiari. Si procuri quindi che il maggior numero possibile di famiglie, specialmente di operai, alle quali è indirizzata con maggior violenza l’insidia, si iscrivano a questa pia Associazione. Bisogna però badare che l’Associazione non defletta dal suo proposito, né si muti lo spirito; ma si conservino integri gli esercizi di pietà e di preghiere quali e come sono stati decretati. Cosi invocati Gesù, Maria e Giuseppe, stiano propizi tra le pareti domestiche, nutrano la carità, dirigano i costumi, inducano alla virtù con la loro imitazione e rendano più tollerabili i dolori, che da ogni parte incombono sui mortali, lenendoli...
Leone XIII
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Mio post del 4 luglio 2021.
Quando andavo a scuola, per prendere il diploma magistrale, qualche decina di anni fa, nell'ultimo anno, facendo uno stage di preparazione, capitai con una maestra di una cinquantina d'anni, la quale, discutendo, a proposito di una bambina problematica i cui genitori erano separati, mi disse che i bambini che non avevano una famiglia regolare erano sempre più problematici di quelli con una famiglia regolare, anche se il padre era alcolizzato, la madre debosciata o che so io.
All'epoca non capivo troppo, ero troppo giovane, ma in seguito, con le esperienze che ho avuto, mi son ricordato delle parole di quella maestra, ed ho dovuto constatare che aveva ragione.
In effetti, il bambino è, necessariamente figlio di un uomo e una donna e deve essere sempre cosciente di questo. Con la madre ha una relazione e con il padre un'altra ma devono essere unite.
San Tommaso d'Aquino dice che i figli prima della pubertà devono essere educati soprattutto dalla madre, dopo la pubertà, i maschi soprattutto dal padre e le femmine soprattutto dalla madre.
I divorzi, le coppie gay, le famiglie monoparentali o che so io, quindi perturbano l'equilibrio del bambino. Se i genitori sono separati i bambini si chiederanno: perché papà e mamma non stanno insieme ? Perché papà sta con un altra donna e perché mamma sta con un altro uomo ? E cose simili.
Se sono bébé provette di omosessuali si chiederanno: i miei amici hanno una mamma e un papà, chi è il mio papà o la mia mamma, dov'è ? e cose simili.
La prima parola che dice un bambino è mamma poi papà. Se la mamma o il papà non c'è, cosa dirà ? Dirà mamma a due donne o papà a due uomini ? Quando scoprirà che può avere solo un papà e solo una mamma cosa succederà nella sua testa ?
E' inutile discutere, checché ne dicano certi "esperti" o certe inchieste, se l'ordine naturale non è rispettato necessariamente si crea uno squilibrio psicologico e/o morale.
Ma allora, obiettano, quando il padre o la madre muoiono prematuramente ? Ebbene, ovviamente, c'è sempre una perturbazione, ma il bambino sa sempre che è figlio di quell'uomo e quella donna e se, uno dei due non c'è più è dovuto alla morte e non ad una separazione voluta o altro.
Insomma, se Dio ha fatto l'uomo e la donna, per avere i figli, bisogna rispettare questa sua volontà, fa parte dell'ordine naturale. Lui stesso, Gesù Cristo, è nato in una famiglia con un padre putativo e una madre che erano sposati, la Santa Famiglia, la Santa Vergine Maria, Madre di Dio, e san Giuseppe. Poteva apparire dal nulla, non aveva bisogno di un padre e di una madre, ma non l'ha fatto, per varie ragioni, tra cui quella di darci l'esempio.
Con la legge Zan, se passa, queste cose, si potranno ancora dire ?
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