IL SIMBOLO ATANASIANO
Prima della riforma liturgica la chiesa conosceva tre simboli della fede:
- il credo detto “ degli apostoli”
- il credo Niceno Costantinopolitano
- il simbolo Atanasiano ( detto Quicumque)
Il breviario romano fino alla riforma di Giovanni XXIII lo faceva recitare ogni domenica nell’ora di prima, e la stessa cosa anche nel breviario Ambrosiano, ab immemorabili.
Esso è un capolavoro di teologia e di poesia, da sempre attribuito al grande padre e dottore della chiesa orientale Sant’Atanasio.
Una sintesi impeccabile e sinfonica dei due misteri principali della fede: l’unità e la trinità di Dio, l’incarnazione passione morte e risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo. Si chiude in maniera scultorea ricordando i novissimi.
I novatori dovevano per forza farlo sparire, a tal punto che oggi è pressoché sconosciuto a quasi la totalità dei cattolici.
È stato pregato per secoli, commentato dai più insigni dottori e teologi, tra cui il sublime commento di Ildegarda di Bingen.
Per arrivare alla dichiarazione di Abu Dhabi, al sincretismo religioso, all’indifferentismo, al ecumenismo di bassa lega del non reditus, occorreva smantellare pezzo per pezzo la liturgia cattolica (che in questo caso l’ortodossia ancora mantiene nella sua eucologia).
Il simbolo di Sant’Atanasio deve tornare ad essere conosciuto, pregato e amato da ogni cristiano.
Padre Pio, negli ultimi anni della sua vita, soleva dire ai penitenti:” fate tutto nella fede dei nostri padri”.
Il Quicumque è un ottimo modo per iniziare.

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Diodoro

Simbolo atanasiano - Wikipedia
Testo italiano e latino
"... E tuttavia, benché sia Dio e uomo, non è duplice, ma è un solo Cristo.
Uno solo, non per conversione della divinità in carne, ma per assunzione dell'umanità in Dio.
Totalmente uno, non per confusione di sostanze, ma per l'unità della persona..."

Bernardo di Chiaravalle

Ovviamente eliminato... dopo il concilio vat. II...chissà come mai?!

Bernardo di Chiaravalle

Traduzione:
Chiunque voglia salvarsi, deve anzitutto possedere la fede cattolica:
colui che non la conserva integra ed inviolata perirà senza dubbio in eterno.
La fede cattolica è questa: che veneriamo un unico Dio nella Trinità e la Trinità nell'unità.
Senza confondere le persone, e senza separare la sostanza.
Una è infatti la persona del Padre, altra quella del Figlio, ed altra quella dello Spirito Santo.
Ma Padre, Figlio e Spirito Santo sono una sola divinità, con uguale gloria e coeterna maestà.
Quale è il Padre, tale è il Figlio, tale lo Spirito Santo.
Increato il Padre, increato il Figlio, increato lo Spirito Santo.
Immenso il Padre, immenso il Figlio, immenso lo Spirito Santo.
Eterno il Padre, eterno il Figlio, eterno lo Spirito Santo
E tuttavia non vi sono tre eterni, ma un solo eterno.
Come pure non vi sono tre increati, né tre immensi, ma un solo increato e un solo immenso.
Similmente è onnipotente il Padre, onnipotente il Figlio, onnipotente lo Spirito Santo.
E tuttavia non vi sono tre onnipotenti, ma un solo onnipotente.
Il Padre è Dio, il Figlio è Dio, lo Spirito Santo è Dio.
E tuttavia non vi sono tre Dei, ma un solo Dio.
Signore è il Padre, Signore è il Figlio, Signore è lo Spirito Santo.
E tuttavia non vi sono tre Signori, ma un solo Signore.
Poiché come la verità cristiana ci obbliga a confessare che ciascuna persona è singolarmente Dio e Signore: così la religione cattolica ci proibisce di parlare di tre Dei o Signori.
Il Padre non è stato fatto da alcuno: né creato, né generato.
Il Figlio è dal solo Padre: non fatto, né creato, ma generato.
Lo Spirito Santo è dal Padre e dal Figlio: non fatto, né creato, né generato, ma da essi procedente.
Vi è dunque un solo Padre, non tre Padri; un solo Figlio, non tre Figli; un solo Spirito Santo, non tre Spiriti Santi.
E in questa Trinità non v'è nulla che sia prima o dopo, nulla di maggiore o minore: ma tutte e tre le persone sono l'una all'altra coeterne e coeguali.
Cosicché in tutto, come già detto prima, va venerata l'unità nella Trinità e la Trinità nell'unità.
Chi dunque vuole salvarsi, pensi in tal modo della Trinità.
Ma per l'eterna salvezza è necessario credere fedelmente anche all'Incarnazione del Signore nostro Gesù Cristo.
La retta fede vuole, infatti, che crediamo e confessiamo che il Signore nostro Gesù Cristo, Figlio di Dio, è Dio e uomo.
È Dio, perché generato dalla sostanza del Padre fin dall'eternità; è uomo, perché nato nel tempo dalla sostanza della madre.
Perfetto Dio, perfetto uomo: sussistente dall'anima razionale e dalla carne umana.
Uguale al Padre secondo la divinità, inferiore al Padre secondo l'umanità.
E tuttavia, benché sia Dio e uomo, non è duplice, ma è un solo Cristo.
Uno solo, non per conversione della divinità in carne, ma per assunzione dell'umanità in Dio.
Totalmente uno, non per confusione di sostanze, ma per l'unità della persona.
Come infatti anima razionale e carne sono un solo uomo, così Dio e uomo sono un solo Cristo.
Che patì per la nostra salvezza, discese agli inferi, e il terzo giorno è risuscitato dai morti.
È salito al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente, e di nuovo verrà a giudicare i vivi e i morti.
Alla sua venuta tutti gli uomini dovranno risorgere con i loro corpi, e dovranno rendere conto delle proprie azioni.
Coloro che avranno fatto il bene andranno alla vita eterna; coloro, invece, che avranno fatto il male, nel fuoco eterno.
Questa è la fede cattolica, e non potrà essere salvo se non colui che l'abbraccerà fedelmente e fermamente.
Amen.