…SULL’ISTRUZIONE PARENTALE CATTOLICA e L’ATTUALE SCUOLA STATALE…La scelta dell’istruzione parentale cattolica come parte di precise scelte culturali riguardo l’idea di famiglia, di società, di politica, di vita ecclesiale, etc…con esempi di famiglie che tale scelta la vivono…Il modello attuale di scuola digitale, virtuale eccetera a chi giova?…L’unico beneficiario sono le grandi aziende del digitale…Ma il cuore del modello di business di queste aziende qual è? è la sorveglianza…e alla antropomorfizzazione della macchina(l’algoritmo predittivo e manipolatorio…) consegue fatalmente la de- umanizzazione dell’uomo( la macchina che erode la nostra libertà di decidere la rotta, intacca il nostro libero arbitrio, che è la cifra dell’umano…)…
Stralci da:1) Vivere da cristiani in un mondo non cristiano. Sul libro di Leonardo Lugaresi di Stefano Fontana blog Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuan
2) “La scelta dell’istruzione parentale cattolica” di Don Samuele Cecotti blog Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuan
3) “Per una scuola che torni ad essere scuola” di Elisabetta Frezza
4) “[TOMISMO] L’atto libero” blog di Radio Spada
5) “IA ARMA DELLA RIVOLUZIONE PER CONTROLLARE L'UOMO” con Roberto Marchesini e Francesco Ghislandi
L’ISTRUZIONE PARENTALE
Molti sostengono che il cristiano si trovi oggi davanti ad un sistema di potere politico menzognero, inaccettabile moralmente e religiosamente, che non ammetta spazi di manovra se non a chi si comprometta con esso. Davanti ad un caso così estremo, molti hanno proposto di “smettere di combatterlo” e di “prendere la via del bosco” (Jünger), di creare una “società parallela” (Benda), o “comunità, istituzioni e reti di resistenza” (Dreher), “nuove forme di comunità” (McIntyre), di “salvare il seme” fino a che, “quando il fiume sarà rientrato nel suo alveo, la terra riemergerà e il sole l’asciugherà” (Guareschi). L’esempio storico ricorrente in alcuni di questi interventi è quello di San Benedetto che nella “alluvione” delle invasioni barbariche e nel crollo dell’ordine sociale dell’Impero, ha “cessato di impilare sacchi di sabbia” per frenare l’impeto delle acque e si è tirato da parte a preparare la ricostruzione. Questa situazione è bene descritta da Jünger:
“Quando tutte le istituzioni divengono equivoche o addirittura sospette, e persino nelle chiese si sente pregare ad alta voce non per i perseguitati ma per i persecutori, la responsabilità morale passa nelle mani del singolo, o meglio del singolo che ancora non si è piegato” È possibile sostenere che oggi la situazione per i cattolici sia, in molti casi, almeno vicina a questa tipologia.[…] (da Vivere da cristiani in un mondo non cristiano. Sul libro di Leonardo Lugaresi di Stefano Fontana blog Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuan)
La scelta dell’istruzione parentale cattolica come parte di precise scelte culturali riguardo l’idea di famiglia, di società, di politica, di vita ecclesiale, etc.
[…]La scelta dell’istruzione parentale cattolica si accompagna spesso a precise scelte culturali riguardo l’idea di famiglia, di società, di politica, di vita ecclesiale, etc. ovvero è parte coerente di una alternativa consapevole al modello culturale dominante. Non è un caso se, in Francia come in USA e un po’ ovunque, l’istruzione parentale è molto praticata proprio dalle famiglie cattoliche di “area tradizionalista” ovvero da quelle famiglie che si oppongono al compromesso del cristianesimo con la modernità ideologica e ricercano invece l’integralità della fede cattolica secondo Tradizione tanto in campo liturgico quanto dogmatico e morale[…]
[…]la scelta della moglie-madre di non lavorare fuori casa ma di occuparsi a tempo pieno della famiglia e la sua flessibilità nelle attività lucrative… con esempi di famiglie che tale scelta la vivono…La ricetta funziona: cattolicesimo tradizionale, famiglia numerosa, virilità e femminilità riconosciute e valorizzate, moglie-madre casalinga, istruzione parentale, riscoperta del lavoro femminile domestico…
[…]In questo quadro, centrale diviene la scelta della moglie-madre di non lavorare fuori casa ma di occuparsi a tempo pieno della famiglia. Riscoprire la bellezza di essere casalinga è un tema ricorrente in tutte le realtà femminili cattolico-tradizionali, specie se qualificate dalla scelta dell’istruzione parentale.
L’essere famiglia mono-reddito non sempre è economicamente sostenibile, ecco dunque la necessità di pensare a forme di integrazione del reddito familiare attraverso piccole attività lucrative domestiche che la moglie-madre casalinga potrà svolgere con la libertà e la flessibilità necessarie alle esigenze familiari. E ciò sarà possibile proprio perché dette attività lucrative saranno del tutto autogestite e libere, attività inserite nella quotidiana attività domestica familiare. Gli esempi si sprecano, anche con casi di notevole successo, e varia ne è la tipologia, dalla agricoltura[…] al piccolo artigianato domestico femminile[…], al fornire servizi quali ad esempio la stessa istruzione[…]. Le attività lucrative orticole, artigiane, di insegnamento privato (es. le classiche “ripetizioni”) saranno una piccola attività “imprenditoriale” della moglie-madre casalinga ma, svolgendosi in casa e in assoluta autogestione, non costituiranno ostacolo alla vita armoniosa della famiglia e alla scelta dell’istruzione parentale.
Quando penso a questo tipo di scelta, a questo modello di famiglia ho certamente in mente i dati generali che possiamo leggere sul fenomeno in USA ed Europa…(in Francia e in USA il fenomeno è molto più evidente, in Italia meno)[…]
[…]Ma ho anche in mente i volti di persone in carne e ossa che tale scelta la vivono, volti di giovani amici, di giovani sposi. In particolare ho in mente alcune famiglie di Trieste e due famiglie di San Giovanni in Persiceto (Bologna) che incarnano quanto sopra: sposi cattolici, famiglie mono-reddito, moglie-madre casalinga, lavori femminili tradizionali per integrare il reddito familiare, istruzione parentale.
Le due giovani spose di San Giovanni in Persiceto, ad esempio, quando le conobbi, avevano una buonissima posizione lavorativa ben retribuita e coerente con gli studi svolti, eppure, fatta famiglia, hanno deciso di lasciare il lavoro dipendente e di essere casalinghe. Questo impegno familiare a tempo pieno consente loro di dedicarsi all’istruzione domestica dei figli (numerosi) e a una forma di piccolo artigianato domestico. Entrambe sono abili sarte e così, senza dover lasciare il focolare domestico, possono contribuire al bilancio familiare riscoprendo, peraltro, quei lavori femminili oggi spesso dimenticati (cucire, ricamare, lavorare all’uncinetto, etc.).
Monica, una delle due spose persicetane di cui sopra, ha sviluppato negli anni un vero e proprio atelier domestico dove realizza artigianalmente prodotti a forte connotazione cattolico-tradizionale, un artigianato femminile catto-trad. Per chi volesse conoscere il lavoro artigianale-domestico di Monica può farlo consultando il sito web dedicato:
monnicraft.com
Sono certo possa essere di ispirazione per molte giovani donne che magari desiderano fare la scelta di essere casalinghe ma che non hanno ancora trovato il coraggio di compiere il passo, magari perché lo pensano impossibile economicamente.
Negli ultimi anni Monica ha ideato anche un diario cattolico per i bimbi “A scuola con i santi” – secondo il calendario dell’antico Rito Romano così da accompagnare i giorni della scuola con le figure dei santi e secondo il ritmo millenario della liturgia vetus ordo. Anche questa ultima iniziativa mi dicono sia, di anno in anno, un successo.
La ricetta funziona: cattolicesimo tradizionale, famiglia numerosa, virilità e femminilità riconosciute e valorizzate, moglie-madre casalinga, istruzione parentale, riscoperta del lavoro femminile domestico.
E sono coppie giovani, spesso di laureati tutt’altro che incolti o naïf, a scegliere per la propria famiglia la via della tradizione, della moglie-madre casalinga, dei figli istruiti privatamente, della religione rimessa al centro(da “La scelta dell’istruzione parentale cattolica” di Don Samuele Cecotti blog Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuan)
home schooling: Accademia del Sacro Cuore conta quasi 400 studenti, con liste d’attesa per molti livelli…
[…]Col tempo, molte famiglie di home schooling hanno iniziato a fidarsi della scuola e si sono iscritte a tempo pieno. Hanno portato con sé un’identità cattolica più profonda e un rinnovato senso della missione e del coinvolgimento dei genitori. Il loro esempio ha attirato altre famiglie, sia a livello locale che al di fuori dello Stato.
Le nostre famiglie cercavano un’educazione che formasse le menti e le anime. Troppe scuole cattoliche si sono orientate verso modelli secolari, utilizzando programmi scolastici pubblici che presentano una comprensione frammentata del mondo piuttosto che una visione dell’insieme e del modo in cui la bellezza, la ragione, la preghiera, la scienza e altre discipline sono integrate nella ricerca della verità. Abbiamo scelto quest’ultima soluzione e abbiamo anche rimosso gli insegnanti della scuola pubblica finanziati dallo Stato, il cui impiego ci imponeva di rimuovere i simboli religiosi in classe. È stata una decisione costosa ma necessaria per preservare la nostra identità incentrata su Cristo[…]
[…]Oggi l’Accademia del Sacro Cuore conta quasi 400 studenti, con liste d’attesa per molti livelli. Il successo della rifondazione della nostra scuola è derivato dall’ascolto delle famiglie e dall’adattamento alle loro esigenze spirituali ed educative.
Tuttavia, in molte parrocchie permangono resistenze allo home schooling. Alcuni progressisti si oppongono alle forme tradizionali di Cattolicesimo che ha costruito il sistema educativo più notevole d’America. A San Diego il vescovo (ndt, card. McElroy) ha recentemente impedito ai gruppi cattolici di homeschooling di utilizzare le strutture diocesane, sostenendo che “tale utilizzo può minare la stabilità delle scuole cattoliche vicine”. Non importa che ai gruppi non cattolici sia consentito l’accesso.[…](da “Don Robert Sirico: L’ “Home Schooling” ha salvato una chiesa morente” di Don Robert Sirico blog Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuan)
LA SCUOLA STATALE
Il modello attuale di scuola digitale, virtuale eccetera a chi giova?…il cuore di questo modello di scuola è la sorveglianza… è l’erosione della nostra libertà di scelta messa nelle mani di una macchina controllata da altri …Ci viene detto con la parola “kybernètes” che è in atto una sostituzione al timone della nostra nave…e alla antropomorfizzazione della macchina consegue fatalmente la de- umanizzazione dell’uomo attraverso l’algoritmo predittivo e manipolatorio…
[…]Dunque sorge spontanea una ulteriore domanda: a chi giova alla fine questo modello di scuola? Non certo agli scolari; non certo ai docenti, umiliati e mortificati della loro professionalità. L’unico beneficiario sono le grandi aziende del digitale, che operano in regime di monopolio[…] non solo si arricchiscono, ma si accaparrano un enorme potere politico staccato da ogni responsabilità: chi controlla “i fili elettrici” su cui transitano questi aggeggi detiene il potere di decidere cosa può passare e cosa no, chi può parlare e chi deve tacere, chi può vivere e chi deve morire.«Se i dati sono il nuovo petrolio, la scuola è il nuovo Texas»(Peter Greene)
Ma il cuore del modello di business di queste aziende qual è? È LA SORVEGLIANZA
[…]Questo modello cioè è fondato sulla intercettazione e sulla rapina continuata di dati e metadati personali. Siamo noi, attraverso la datificazione dei nostri comportamenti, a FAR DA MANGIME agli algoritmi e ad istruirli[…]Tutti gli attrezzi che ci hanno abituati a chiamare “smart” non sono affatto smart, intelligenti: semplicemente sorvegliano, e poi raccolgono, elaborano e trasmettono informazioni. In patente violazione di diritti fondamentali.[…]
[…]Oltre a “smart”, si parla di “intelligenza artificiale”, ma anche delle “allucinazioni” delle macchine (cioè gli svarioni). Rientra in questa narrazione pure il galateo cui le macchine sono addestrate nelle risposte che forniscono, per farle apparire simpatiche, gentili, ossequiose.
ATTECCHISCE COSÌ L’IDEA BALORDA che le macchine sentano e capiscano, e quindi POSSANO DIVENTARE AMICI SINTETICI, CONSULENTI VIRTUALI, ASSISTENTI FEDELI E IPEREFFICIENTI[…]
[…]Come sempre, l’etimo è illuminante. Il kybernètes è il timoniere. La kybernetichè (sottinteso: tèchne) è l’arte di governare la nave. Ci viene detto con la parola che è in atto una sostituzione al timone della nostra nave: lo stiamo cedendo a una guida aliena, meccanica, che erode la nostra libertà di decidere la rotta, intacca il nostro libero arbitrio, che è la cifra dell’umano.(da “Per una scuola che torni ad essere scuola” di Elisabetta Frezza)<<[…]Quindi, mentre tutti gli altri enti fisici, in quanto cause fisiche contingenti di altri enti o eventi possono essere spinti o impediti solo dal concorso di altre cause ad agire o ad agire in un dato modo e dunque a produrre un dato effetto, L’UOMO è l’unico ente che», PUR SOTTO MILLE CONDIZIONAMENTI, «PUÒ DETERMINARE SE STESSO AD AGIRE.
Non è dunque solo una causa contingente, ma una CAUSA CONTINGENTE LIBERA». La struttura dell’atto libero si articola in tre momenti: LA DELIBERAZIONE, IL GIUDIZIO, LA SCELTA.
La deliberazione consiste nella risposta data a una particolare sollecitazione esterna; è una “liberazione per” e insieme una “liberazione da”. Una liberazione dall’istintività della reazione per produrre una risposta morale consapevole, in vista del giudizio che ne consegue e di un’azione da compiere responsabilmente[…]
[…]Terzo e ultimo momento dell’atto libero è la scelta. Nella definizione del Basti, la scelta è «l’atto con cui l’uomo, desiderando mediante la volontà di conseguire effettivamente quello scopo che è stato valutato come buono dall’intelletto, e di conseguirlo mediante L’AZIONE che il giudizio pratico dell’intelletto stesso ha definito come adeguata al raggiungimento dello scopo, sceglie di effettuare quell’azione attraverso il controllo che la volontà è in grado di avere sulle operazioni delle facoltà senso-motorie di quell’uomo».
La scelta consiste, insomma, nella forza morale di compiere una certa azione. Stabilito quale sia il bene da perseguire, occorre la facoltà di adottare effettivamente quel comportamento ritenuto “buono”.
Dice infatti il famoso proverbio: “TRA IL DIRE E IL FARE C’È DI MEZZO IL MARE!”(da “[TOMISMO] L’atto libero” blog di Radio Spada)
Ma attenzione. Alla antropomorfizzazione della macchina consegue fatalmente la de- umanizzazione dell’uomo, che ne esce reificato[…](da “Per una scuola che torni ad essere scuola” di Elisabetta Frezza)<<[…]La PURA GNOSI IN CUI VIVIAMO…che non si presenta con grembiuli, serpenti, simboli magici, ma si presenta con lo smartphone, si presenta con la carta di identità virtuale, si presenta con il visore da mettere sugli occhiali, si presenta con i vari impianti… eccetera eccetera…
[Stanno sperimentando sugli animali ciò che poi toccherà a noi nel futuro? Se non c’è più confine tra animale e uomo (antispecismo) ciò che viene fatto agli animali può essere fatto anche sull’ uomo?]
Gli animali sono tutti microchippati, sterilizzati. Si possono riprodurre solo in allevamenti…dove vengono individui di razza pura, ma tutti gli altri sono sterilizzati. In Germania è già così…negli allevamenti le vacche non si accoppiano più con i tori, viene raccolto lo sperma che viene inserito nell’ utero della vacca(Questa è la fecondazione artificiale). Il nostro futuro [dice Roberto marchesini] è quello che vediamo negli animali.
Se noi pensiamo al Transpecismo(come frangia del Transumanesimo)capiamo che prima l’han fatto con gli animali ma poi toccherà a noi. I cani e i gatti mangiano solo crocchette e non so[continua Roberto Marchesini] per quanto tempo noi potremmo mangiare uova, carne, polli eccetera…Tra un po tutti mangeremo crocchette che la Scienza ci dirà: “sono perfettamente bilanciati per l’uomo di 30/40 anni per la donna di 50 anni eccetera eccetera…”[…] (da “IA ARMA DELLA RIVOLUZIONE PER CONTROLLARE L'UOMO” con Roberto Marchesini e Francesco Ghislandi) [qui sotto l’estratto dal video]
[…]Lo si vede molto chiaramente nei sistemi di valutazione-classificazione-selezione su base predittiva (quelli che per esempio decidono se una determinata persona ha una propensione a delinquere) sempre più utilizzati anche nelle scuole. È bene chiarire subito che questi sistemi non hanno nulla di diverso dalle lotterie, si basano sulla superstizione, sulla magia.
[…]Per esempio, è in atto una ridefinizione dei test standardizzati INVALSI[…]Si combinano i dati raccolti e l’intelligenza artificiale per seguire la biografia socio- cognitiva di ogni studente, e si vende l’operazione come una occasione per potergli “cucire addosso” interventi mirati che ne prevengano l’insuccesso o esaltino l’eccellenza. Come sempre, il veleno viene camuffato da medicina.Ovviamente, è un colossale inganno[…]
[…]Perché, se io uso l’algoritmo (= consulto la sibilla) per decretare se sarai un bravo studente e poi un lavoratore di successo, oppure un asino per sempre, IO NEGO CHE TU SIA CAPACE DI SCEGLIERE, DI CAPIRE, DI MIGLIORARE, TI TRATTO COME UNA COSA[…]
[…]Non c’è chi non sappia quanto sia frequente che un somaro si riscatti, che un fannullone si trasfiguri, che un presunto incapace a un certo punto sbocci e fiorisca. Chiunque abbia avuto a che fare con un soggetto in crescita sa bene come cambi taglia d’improvviso, come basti un niente per accendere una scintilla, suscitare una passione e provocare una svolta[…]Ed è folle chi pretenda di interferire con questo flusso meraviglioso, di prevedere algoritmicamente e manipolare programmaticamente la sorte delle persone[…]
[...]Ognuno ha diritto di fallire una stupida batteria di test INVALSI, ha diritto di essere bocciato (oggi cosa praticamente impossibile), di scivolare e di rimettersi in piedi. Ha il diritto all’oblio dei propri errori di gioventù, perché sono proprio quegli errori che servono a svegliarlo e a farlo diventare grande[…]
[…]La scuola va bonificata dal digitale se si vuole che i nostri figli non vengano risucchiati dal potere ipnotico del meccanismo e restino capaci, fuori dalla scuola, di non soccombere a questi aggeggi, ma di padroneggiarli e trattarli davvero come strumenti, cioè come scatolette stupide, potenzialmente molto pericolose, che devono rimanere sempre al nostro esclusivo servizio[…](da “Per una scuola che torni ad essere scuola” di Elisabetta Frezza)
La sicurezza usata come esca…“…La sicurezza non è intesa da Schwab tanto come tutela della salute, bensì come controllo affinché le persone agiscano secondo ciò che decidono coloro i quali siedono nella stanza dei bottoni. In questa prospettiva la tecnologia diventa il nostro secondino, il cane da guardia tenuto al guinzaglio dai nostri padroni.
È il panopticon ideato dal filosofo Jeremy Bentham nel 1791: un carcere dove un solo sorvegliante controlla tutti e ognuno non sa se è spiato. Il controllo è il controllo del giudizio critico che si realizza somministrando a noi utenti contenuti confezionati dai tecnocrati e spacciati come “personalizzati” (ma che in realtà ci spersonalizzano)(Tommaso Scandroglio)…”[…](da “IA ARMA DELLA RIVOLUZIONE PER CONTROLLARE L'UOMO” con Roberto Marchesini e Francesco Ghislandi) [qui sotto l’estratto dal video]