La battaglia dei Cinque Eserciti
Ora che i fuochi delle polemiche estivali (il caldo si sa...) sembrano essersi finalmente spenti, possiamo tornare sull'argomento per dare alla inutile drammaticità dello scontro una visione un pochino più allargata, se vogliamo escatologica.Non tanto sui temi, purtroppo importanti e fonte di perenne divisione, quanto sulle modalità con cui si sono svolte e sul contorno storico in cui si inseriscono.
Spero che gli amici di @Fede & Cultura non se ne abbiano a male se mi servo di un celebre episodio tratto da un libro del grande scrittore cattolico John Ronald Reuel Tolkien, per tracciare un parallelo con la realtà in questione.
Il libro è "Lo Hobbit", e l'episodio è l'evento che chiude il libro, o almeno la parte più avventurosa e drammatica, appunto ka battaglia finale, detta "dei Cinque Eserciti".
Breve introduzione per chi non avesse letto il libro (e speriamo prima o poi lo faccia): il protagonista, il rispettabile hobbit di mezza età Bilbo Baggins, viene coinvolto dallo stregone Gandalf e da tredici nani in un'avventura epica: recuperare un tesoro custodito da un drago.
Dopo un lungo viaggio ed una serie di incontri ed avventure per la vita o per la morte, avvenne che il tesoro fosse alla fine rivendicato da nani, uomini ed elfi, che dopo vari infruttuosi tentativi di riappacificazione andati a vuoto, si dichiararono guerra. I tre schieramenti erano pronti a darsi battaglia senza sentire ragioni, quando piombo su di loro un esercito immenso di orchi e lupi mannari, richiamato dalla bramosia dell'oro e dal loro odio per le altre razze.
In poco tempo gli ex nemici si unirono e si coordinarono per cercare di arginare la furia distruttrice dei malvagi assalitori, in poche parole dimenticando ogni odio e rancore, divisione e discordia e combattendo fianco a fianco come un solo esercito, in difesa gli uni degli altri. Solo il genio di uno scrittore abile e profondo conoscitore delle dinamiche narrative, nonché della psicologia umana come Tolkien poteva elaborare un episodio simile, ricco di ogni profondità e saggezza derivanti dalla visione Cattolica del mondo e della storia.
La speranza è che avvenga proprio così alla tormentata barca della Chiesa, che mentre si dibatte di questioni varie e si dà guerra sul fronte della credibilità di ogni singolo sottogruppo e ogni singola teoria, non si dia peso alla marea nera che avanza a suon di pericolosissimi sinodi farlocchi, concistori burla, encicliche sovversive, posti di comando in mano a servi del male, insomma pronta sulla guerra.
Si dovrà che ogni divisione si sciolga, ogni rancore di dopisca, e si compattino i ranghi e le fila delle schiere a battaglia, uniti fianco a fianco, contro il nemico comune che sta portando solo morte e rovina nella Chiesa Cattolica.
Speranza che la barca resti a galla, che la battaglia per difendere quante più anime possibile dalla perdizione sia vinta, che insomma il genio di Tolkien sia anche cattolicamente profetico.
Dio ci salvi, venga e visiti il Suo Popolo, gregge che in Lui spera.
A presto, uniti in comunione di preghiera (nonostante le divisioni apparenti...) in Cristo.