…SU TEMPO ed ETERNITA’…sugli ESERCIZI SPIRITUALI di Sant’ Ignazio di Loyola…il discernimento degli Spiriti…

Stralci da:

1)
I problemi dell'uomo moderno nell'unirsi a Dio con Don Giulio Tam canale di Radio Spada

2) “COME PASSA IL TEMPO…COME TUTTO VA…”di Catholicus blog Inter multiplices UNA VOX

3) Cos'è il tempo? La risposta medievale a una domanda senza risposta di Robert Keim blog chiesapostconcilio

4) Un giorno, un anno, una vita... Dentro il Medioevo e fuori dal tempo di Robert Keim blog chiesapostconcilio

5) “Grandezza e miseria dell’uomo ne "I pensieri" di Pascal” di Giovanni Fighera blog La Nuova Bussola Quotidiana

6) “L’eternità non è la negazione del tempo, ne è la fidanzata!” Blog Il cammino dei Tre Sentieri

7) “Sant'Ignazio da Loyola: guida spirituale per il presente” con Don Emanuele Caccia canale di Matteo D’Amico

[nel suo intervento don Giulio Tam dice]Religione vuol dire RELIGERSI=LEGARSI. Oggi non c’è più religione si è SLEGATO l’UOMO da DIO.
Perchè? E come ci si lega?

La prima domanda fondamentale per tutti
PERCHE’ ESISTO?
Il TEMPO VA ed in un TEMPO FINISCE LA VITA, CHE SENSO HA?
La gente non si pone il problema[…](da I problemi dell'uomo moderno nell'unirsi a Dio con Don Giulio Tam canale di Radio Spada)<<La percezione dello scorrere del tempo è indubbiamente soggettiva, essenzialmente psicologica, come ormai è universalmente riconosciuto dal mondo scientifico; essa varia in relazione alle fasce di età, oltre che alle condizioni di salute ed allo stato psicologico del soggetto (ansia, felicità, emotività). Facendo un rapido excursus sulle varie fasce di età possiamo notare che nell’infanzia e nella prima adolescenza il tempo sembra non trascorrere mai o, comunque, troppo lentamente, ovviamente dal punto di vista del bambino e dell’adolescente, perché dal punto di vista dei genitori[…]Eh sì, dopo i vent’anni il tempo sembra scorrere davvero più velocemente[…]

[…]Ma ecco che nel frattempo, senza che quasi ce ne siamo accorti, è arrivata l’età della pensione; un altro scalone, un altro improvviso cambiamento nella percezione dello scorrere del tempo: mentre prima le ferie sembravano non arrivare mai, adesso le stagioni e gli anni sembrano come impazziti, volano via con una velocità che quasi non si fa in tempo ad accorgersene, a gustarle sino in fondo: ma come, non ero appena andato in pensione ? Non era l’altro giorno che stavo ancora al lavoro ? Ed allora come sono potuti passare già 5-7-10 anni ? Ma no, non è possibile, forse è solo un brutto sogno; e invece no, il fatto è che abbiamo perso di vista lo scorrere del tempo, anche per i minori impegni che caratterizzano la nostra vita da pensionati[…]
(da “COME PASSA IL TEMPO…COME TUTTO VA…”di Catholicus blog Inter multiplices UNA VOX)

[…]Non hai finito di tormentarmi con il tuo maledetto tempo? È abominevole! Quando! Quando! Un giorno, non ti basta, un giorno lui è diventato muto, un giorno io sono diventato cieco, un giorno diventeremo sordi, un giorno siamo nati, un giorno moriremo, lo stesso giorno, lo stesso secondo, non ti basta? —Samuel Beckett, Aspettando Godot
È iniziata una discussione sul tempo, e la continuerò.

La settimana scorsa abbiamo esplorato il monastero medievale [qui], e più in generale la cultura medievale, come un luogo di tempo concreto, reale, piuttosto che di tempo astratto, un luogo in cui il passare delle ore era un'immersione poetica nella Creazione piuttosto che una sottomissione meccanica all'onnipotenza dell'orologio.Questa trattazione esplora il tempo nella sua dimensione più pragmatica. Che sia visto su una meridiana o su un orologio da polso, il tempo pragmatico è un fenomeno esperienziale che governa il ciclo quotidiano dell'attività personale e sociale. In questo senso il tempo è sempre ciclico, poiché il giorno segue il giorno e l'anno segue l'anno, ed è sempre dinamico, poiché, come Aristotele ha insegnato nel Libro IV della Fisica, è essenzialmente la "cifra, o misura, del movimento”.Ma che dire del tempo su scala grandiosa e metafisica? Com'è esattamente il filo del tempo intessuto nel tessuto dell'universo o nel vasto arazzo delle civiltà umane? […]

[…]Se state leggendo questo saggio e avete meno di trecento anni, è molto probabile che pensiate al tempo, almeno inconsciamente, come a una realtà lineare e teleologica[…]con "tempo lineare", intendo il tempo che si muove costantemente in avanti attraverso la storia[…]Con "teleologico", mi riferisco alla convinzione, che può essere ben definita o anche piuttosto vaga, che ci sia uno scopo ultimo in questo movimento, che la storia non si stia solo muovendo verso un punto finale ma progredendo verso uno stato superiore, o un obiettivo, o una consumazione. Nelle parole della filosofa postmoderna Julia Kristeva, questo modello di storia è "tempo come progetto, teleologia, dispiegamento lineare e prospettico; tempo come partenza, progressione e arrivo”[…]È un modello ambivalente[…]Il concetto di tempo lineare e teleologico è così profondamente radicato nel pensiero moderno che a volte passa inosservato[…]Un'altra fonte e manifestazione del tempo lineare e teleologico nella coscienza moderna si trova nei libri che abbiamo letto negli ultimi due secoli e mezzo[…]la narrazione, o quella che potremmo chiamare la "trama”[…]si sviluppa attraverso azioni sequenziali organizzate principalmente in ordine cronologico e che si sviluppano costantemente verso un climax e una risoluzione.Non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato in questa struttura narrativa: gli eventi della vita reale sembrano spesso svolgersi in questo modo e, come ha osservato il semiologo Roland Barthes, ciò attrae naturalmente l'intelletto umano (o almeno l'intelletto umano moderno…). C’è qualcosa di sbagliato, tuttavia, quando questa struttura diventa così dominante e pervasiva che tutto il resto sembra in qualche modo "irreale". Come vedremo nei post futuri, la realtà è molto più del tempo lineare[…]
(da Cos'è il tempo? La risposta medievale a una domanda senza risposta di Robert Keim blog chiesapostconcilio)

[…]Il fenomeno che stiamo studiando oggi è ancora medievale, ma non possiamo chiamarlo tempo medievale, perché il punto focale, nella cultura medievale, è che il tempo aveva una strana tendenza a dissolversi in qualcosa che richiamava l'eternità. L'argomento di oggi è il non-tempo.

La celebre studiosa di letteratura Phyllis Rackin ha fatto una dichiarazione notevole in uno dei suoi libri:
[Una] grande innovazione nella storiografia rinascimentale inglese, introdotta anch'essa dall'Italia, fu la consapevolezza dell'anacronismo... Questa nuova concezione della temporalità fu implicata... nel passaggio da una visione incentrata sulla realtà senza tempo di Dio alla coscienza umanistica che attribuiva nuova importanza alla vita materiale transitoria di questo mondo... L'esperienza rinascimentale della secolarizzazione fu, letteralmente, un movimento nel tempo.

Se la società si stava muovendo nel tempo mentre si sviluppava la cultura rinascimentale, dobbiamo concludere che la cultura dell'epoca precedente, cioè del Medioevo, era in qualche modo fuori dal tempo[…]
(da Un giorno, un anno, una vita... Dentro il Medioevo e fuori dal tempo di Robert Keim blog chiesapostconcilio)

[…]Se si è arrivati a digerire queste riflessioni, ad accettare l’idea che il tempo scorre verso qualcosa che non ha a sua volta una dimensione temporale, verso qualcosa di più grande ed appagante di tutte le soddisfazioni di questa terra (soldi, potere, successo, celebrità, fama, ecc.), dove si sarà finalmente liberi dall’incubo della cessazione della felicità per effetto del trascorrere del tempo, allora ci si sente caricati di nuove responsabilità: saremo degni di essere ammessi in questa nuova dimensione, extra-temporale, nella quale le esperienze piacevoli non saranno più limitate dallo scorrere del tempo, ma rimarranno fisse, assolute, senza che il tempo se le porti via con sé? E qui viene in ballo la scelta tra il bene ed il male, tra i vizi e le virtù, tra la verità e la menzogna. Viene in ballo anche l’eticità del comportamento umano, la consapevolezza che le nostre azioni non sono “neutrali” sulla realtà del mondo esterno e sul nostro prossimo, ma hanno un impatto ed una conseguenza eticamente rilevanti, per gli altri e per noi.
Una visione del trascorrere del tempo non illuminata dalla luce della Fede cristiana porta inevitabilmente a conclusioni amare e disincantate, come si nota nella pur sublime arte poetica di Giacomo Leopardi, pessimista cronico, che la espone nelle sue famose poesie, mandate a memoria nei nostri anni giovanili e mai più dimenticate; si prenda, ad esempio, “La sera del d’ di festa”


“…fieramente mi si stringe il core,
A pensar come tutto al mondo passa,
E quasi orma non lascia. Ecco è fuggito
Il dì festivo, ed al festivo il giorno
Volgar succede, e se ne porta il tempo
Ogni umano accidente…”


[…]L’interpretazione della storia umana, così come della storia della nostra vita illuminata dallo Spirito di Verità, è completamente diversa da quella corrente, che tiene conto soltanto delle vicende umane (rivalità, odio, vendette, guerra).

[…]In tale ottica tutto è Provvidenza, tutto è salvezza, tutto è strumentale alla salvezza, anche se al momento appare crudele e fa stringere il cuore; ciò perché Dio sa ricavare il bene anche dal male (che noi facciamo), “sa scrivere dritto anche sulle righe storte”, come si diceva una volta, sa volgere al bene anche gli errori umani; noi possiamo cadere nei tranelli del Nemico, che ci induce a farci del male gli uni gli altri, ma il Nemico non conosce mai le “contromosse” della Provvidenza, che fa sì che derivino effetti buoni anche da azioni cattive; per questo si dice che il diavolo “fa le pentole ma non i coperchi”, così che i suoi piani spesso vanno in fumo.
(da “COME PASSA IL TEMPO…COME TUTTO VA…”di Catholicus blog Inter multiplices UNA VOX)

[…]Pascal scrive: «Nulla è tanto insopportabile per l’uomo quanto lo stare in riposo completo, senza passioni, senza preoccupazioni, senza svaghi, senza applicazione. Allora sente il suo nulla, il suo abbandono, la sua insufficienza, la sua dipendenza, la sua impotenza, il suo vuoto. Immediatamente dal fondo della sua anima verranno fuori la noia, la tetraggine, la tristezza, l’affanno, il dispetto, la disperazione». Pascal ancora scrive che quasi tutti i pericoli e le pene in cui incorre l’uomo derivano dal «non saper restare tranquilli in una camera. Un uomo che ha abbastanza per vivere, se sapesse restare in casa con piacere, non ne uscirebbe per navigare o per correre all’assedio di una fortezza». Pascal ci invita a pensare alla condizione del re («lo stato migliore del mondo»), circondato da tutte le soddisfazioni che possono appagarlo. Se il sovrano è lasciato, però, senza divertissement incomincerà a riflettere sulla sua condizione, alle rivolte che possono accadere, alle eventuali guerre, alla morte e alla malattia, cosicché «se egli è privo di quel che si chiama divertimento, diventa infelice e più infelice dell’ultimo dei suoi sudditi, che gioca e si diverte».

Quindi, spesso, «l’unico bene degli uomini consiste nell’essere distolti dal pensare alla loro condizione mediante una qualsiasi attività, o una piacevole e nuova passione che li afferri, oppure mediante il gioco, la caccia o qualche interessante spettacolo». L’uomo passa, così, da un piacere all’altro senza sosta, rimanendo deluso in continuazione, ma sopperendo a questo disinganno con l’immensa varietà dei piaceri. Spesso, non ha tempo di stancarsi dei piaceri, poiché vi si sofferma troppo poco e non ha lo spazio per riflettere sull’incapacità di essi a felicitarci. Ecco perché sovente, invece di approfondire i rapporti, si preferisce passare da un’amicizia all’altra, da un rapporto sentimentale all’altro nella paura che si possa altrimenti cogliere l’inganno di chi affida la felicità a un bene (come idolo) oppure già nel puro cinismo che fa di ogni cosa un nulla, privo di significato e quindi bene interscambiabile.

L’idolatria è l’altra faccia della medaglia su cui è rappresentata la cinica violenza di distruzione dei beni in una spietata iconoclastia: l’idolatria produce la stessa distruzione dell’idolo, quando l’uomo verifica la sua inadeguatezza e, quindi, lo distrugge e lo cambia in un altro idolo[…]
(da “Grandezza e miseria dell’uomo ne "I pensieri" di Pascal” di Giovanni Fighera blog La Nuova Bussola)
[…]Il filosofo cattolico Gustave Thibon in una sua opera dice: «L’eternitа non è la negazione del tempo, ne è la fidanzata»…in un suo libro afferma: «Bisogna sostituire alle menzogne che fanno vivere, le veritа che fanno morire». Sembra un paradosso, in un certo senso lo è, ma è un paradosso profondamente vero. L’uomo deve porsi dinanzi all’ineluttabilitа del suo destino, che è quello di morire. Non c’è veritа più vera (chiediamo scusa del gioco di parole) del fatto che l’uomo debba morire e che questo esito rimane là, inesorabile, ad interpellarlo continuamente. E’ solo questa consapevolezza che rende l’uomo veramente tale. Altrimenti si entra nell’illusione idolatrica di credere che basti vivacchiare, che basti il finito e il precario per riempiere adeguatamente l’esistenza […](da “L’eternità non è la negazione del tempo, ne è la fidanzata!” Blog Il cammino dei Tre Sentieri)>>

[dicevamo]

La gente non si pone il problema
Perchè non si pone il problema?
Perchè non è LIBERA.
Uno potrebbe rispondermi (continua don Giulio Tam) “Padre IO SONO UN UOMO LIBERO”.
NO I SOLDI, il LAVORO, le VACANZE, i MUTUI DA PAGARE. Tu non sei più LIBERO…
Bisogna fare un giorno di RITIRO (vieni a fare i cinque giorni di Sant’Ignazio). “Padre che bello ma NON HO TEMPO”. Vedi? NON HAI TEMPO, NON SEI LIBERO…
Sant’ Agostino dice: “e verrà un momento in cui non ci sarà più Tempo” (la MORTE).
I Filosofi greci(Platone) parlano della VITA come PREPARAZIONE alla MORTE…
L’INDUSTRIALIZZAZIONE la MACCHINIZZAZIONE della VITA ha ACCELERATO la VELOCITA’ della VITA dell’ UOMO[…]
[…] otto anni fa gli psicologi hanno fatto un congresso per misurare quanto ride la gente ed avevano calcolato(con i loro parametri) che trenta anni prima l’UOMO rideva normalmente diciotto minuti al giorno. Cinque anni prima sei minuti al giorno, quindi non siamo diventati più allegri (erano più contenti i nostri Antichi…).Sarà mica un Progresso questo!!!(da I problemi dell'uomo moderno nell'unirsi a Dio con Don Giulio Tam canale di Radio Spada)

…Sugli ESERCIZI SPIRITUALI DI SANT’ IGNAZIO di LOYOLA

IL DISCERNIMENTO DEGLI SPIRITI

DISCERNIMENTO vuol dire CAPACITA’ di DISTINGUERE

Gli SPIRITI cosa sono?

Sono i PESI, i CAMPI MAGNETICI che AGISCONO nella NOSTRA ANIMA, che possono essere di TRE ORIGINI:
1)può esserci l’ORIGINE da DIO
2)può esserci l’ORIGINE dal DIAVOLO
3)può esserci l’ORIGINE da una PARTE DI NOI (che può essere più ISTINTUALE o più LEGATA a QUALCOSA che NOI VOGLIAMO)

Quindi tecnicamente gli SPIRITI possono ESSERE DIVISI non tanto in DUE CATEGORIE(BENE e MALE) ma addirittura in TRE:
1) quello che viene dallo SPIRITO BUONO
2) quello che viene dallo SPIRITO CATTIVO
3) quello che viene da NOI STESSI

Il problema

Qualche volta lo SPIRITO CATTIVO si MASCHERA da SPIRITO BUONO
Ecco perchè SERVE il DISCERNIMENTO DEGLI SPIRITI per CAPIRE da DOVE DERIVA un CAMPO MAGNETICO (cioè un INFLUENZA che NOI ABBIAMO).
A volte DENTRO DI NOI SENTIAMO qualche SENTIMENTO di SCORAGGIAMENTO, oppure che ci INDUCE ad una RITROSIA…da cosa deriva?
Se è SCORAGGIAMENTO DERIVA DI SICURO dal DIAVOLO, se è una RITROSIA…può DERIVARE dallo SIRITO BUONO, può DERIVARE dallo SPIRITO CATTIVO, può DERIVARE da NOI STESSI, da UNA PARTE DI NOI…

il DISCERNIMENTO DEGLI SPIRITI è un ARTE RAFFINATISSIMA. E’ VERAMENTE l’ARTE più AFFASCINANTE di TUTTE e QUI’ stà il SEGRETO dei GRANDI DIRETTORI SPIRITUALI.

il DISCERNIMENTO DEGLI SPIRITI come DISCIPLINA nasce nella STORIA DELLA CHIESA SUBITO, IMMEDIATAMENTE…e viene DEFINITO così da Antonio Royo Marín nel suo testo “teologia della Perfezione Cristiana”:

“Il Discernimento degli spiriti consisterà dunque nel verificare la diversa origine di questi movimenti della volontà e nell’ indicare quali sono stati provocati direttamente o indirettamente da Dio, dal Demonio o dalla Natura Umana”.
Perchè se una ISPIRAZIONE VIENE DA DIO va SEGUITA, se una ISPIRAZIONE VIENE DAL DEMONIO va RIFUGGITA, se una ISPIRAZIONE VIENE DA NOI STESSI VA ANALIZZATA.
Dunque ci TROVIAMO di fronte al PIU’ ALTO LIVELLO di PSCICOANALISI o PSICOLOGIA che sia mai stato INVENTATO nella STORIA dell’ UMANITA’.
Questa è la PIU’ ALTA e RAFFINATA FORMA di INTROSPEZIONE CHE ESISTA (non le cose che purtroppo oggi gli uomini cercano tanto assiduamente pagando anche profumatamente degli specialisti magari anche atei o senza un orizzonte Cristiano).
Questa cosa è PROFONDAMENTE IMPORTANTE, DELICATA e RADICATA nella STORIA CRISTIANA sin dalle SUE ORIGINI.
Ignazio la RACCOGLIE. Ora LUI NON SA’ che quello che stà FACENDO su di SE’ è il DISCERNIMENTO DEGLI SPIRITI[…]

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